Si dice che gli americani siano i migliori narratori del mondo, degli inizi del Novecento in poi. E con questo non s'intende i migliori scrittori, no, narratori, cioè coloro che sanno raccontare una storia. Non posso che essere d'accordo, nonostante la mia stima per tutto ciò che concerne l'America sia scostante e selettiva (ma questo discorso è bene posticiparlo).Parleremo, dunque, di uno di quei grandi narratori che fanno grande la letteratura americana, Jack Kerouac, e il suo capolavoro Sulla strada. Conoscevo questo libro già da un po', mi era stato consigliato, ma altre letture hanno catturato la mia attenzione per mesi, finché un'insaziabile desiderio di classica letteratura americana (si, non è normale avere voglie di questo genere, ma a me prende così) mi ha spinto a divorare, sottolineo DIVORARE, questo romanzo. On the road, sulla strada, il titolo dice tutto: è un libro di viaggi, di ricerca, di conoscenze, di posti nuovi e gente nuova. Un libro di autostop, di West Coast-East Coast con soli 10 dollari per attraversare un continente (non certo piccolo, quale è l'America). Ma soprattutto un libri di umanità, di amicizia profonda, ma anche di avventura, di divertimento, di jazz, di libertà..
Quarta di copertina: Dean e Sal si mettono in viaggio, animati da un'infinita ansia di vita e di esperienza, sulle interminabili highways dell'America e del Messico. Sulla strada ne registra le tappe, le rivelazioni, gli incontri, regalandoci una storia di grande autenticità artistica ed esistenziale. Romanzo dell'amicizia e della difficoltà dell'amore, della ricerca di sé, del desiderio di appartenenza e dell'impossibilità di rinunciare al desiderio e al bisogno di rivolta; narrazione dell'ansia di un andare senza fine che cancelli l'ombra della noi e quella più grande e oscura della morte. Sulla strada sembra dare corpo a tutti i grandi miti dell'America. Ma è anche romanzo della conoscenza dell'oscurità, del silenzio insuperabile, dell'impossibilità della comunicazione, del ritorno ossessivo a cui ogni partire sembra ricondurre.
Personaggi magnifici, oserei dire. Sal, il protagonista, è lo pseudonimo di Kerouac (è un libro autobiografico) mentre Dean è Neal Cassady nella realtà. Sono due personaggi meravigliosi, legati da un'amicizia pura e celata allo stesso tempo. Soprattutto Dean è personaggio complesso, un dongiovanni che vive sulle nuvole, il cui unico vero principio e quello della libertà, e che si lascia trasportare dallo scorrere della vita.
Viaggi, dunque, avventure, feste, conoscenze, ma soprattutto un gran senso di incompletezza che questo errare non farà che aumentare. Il messaggio, sembra essere a parer mio, divertimento si, libertà pure, vivere appieno la giovinezza, fuori dagli schemi, seguire i propri sogni, ma non si deve sperare di colmare il vuoto con questi stratagemmi, quel vuoto si può esaurire solo col trovare l'essenza di noi stessi, solo con la stabilità di una famiglia, solo con un comportamento sano, solo con la libertà di avere alcune piccole regole autoimposte. Vive e lascia vivere, dunque, ma anche vivi per uno scopo.
Mi sono emozionato a scrivere questo commento, a ricordare questo libro meraviglioso, di episodi esilaranti, di vita vera, quindi non posso far altro che consigliarlo a tutti, e forse potrebbe non piacervi, ma a questo romanzo va comunque tributato un valore letterario indiscutibile.
"Sulla strada" di Jack Kerouac, non c'è altro da aggiungere.
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