Dopo essermi appassionato a Terry Goodkind e la sua "Spada della verità", dopo aver coosciuto ed apprezzato Licia Troisi, dopo aver amato ogni libro del grande Terry Brooks, ho scoperto un nuovo, grande, autore fantasy, quando ormai, lo devo dire, avevo erroneamente perso le speranze.Il trono di spade è l'incipit di una saga mozzafiato, dai ritmi incalzanti, coinvolgente, avventurosa, sorprendente inaspettata. Tiene il lettore con il fiato sospeso, tra intrighi di corte, lotte familiari e intestine, amicizia, odio, amore e tanta, tantissima abilità di uno dei più sorprendenti scrittori fantasy degli ultimi vent'anni. Vi innamorerete di ognuno dei personaggi, ma non potrete fidarvi di nessuno di loro..
Quarta di copertina: in una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato, dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord, la Barriera-una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto da Estranei- sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli?
"Il trono di spade" di George Martin, molto più di quello che suscita la trama. Consigliato, no di più, raccomandato.
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