The giver è un romanzo che non tutti prenderebbero in mano e che non tutti apprezzerebbero, è uno di quei libri che, vedendolo, non ti viene subito voglia di comprare, vuoi anche per il pregiudizio verso la letteratura per ragazzi; ma questo è un romanzo vero e Lois Lowry è un vero scrittore. In un tempo in cui la letteratura vive una triste crisi di qualità (preferendo la più fruttuosa quantità), in cui le pubblicazioni sono sempre più numerose ed è sempre più facile essere scrittore, i lettori ,che come noi sono interessati a letture che lascino una qualche emozione, devono saper selezionare.. beh con questo romanzo la qualità è assicurata. Ha vinto il premio Newbery Medal, il più prestigioso premio di letteratura per ragazzi, e ha ricevuto ottime recensioni dai giornali americani. Veniamo alla trama..
Quarta di copertina: Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua comunità non ci sono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compresi gli impulsi sessuali, le stagioni e i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte individuali. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Comitato degli Anziani nella cerimonia annuale di dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando.
Il protagonista è, dunque, un ragazzino che lentamente comprende quelli che sono i limiti del suo mondo e le atrocità che si nascondono dietro l'apparente perfezione. Questo mondo non è governato da tiranni che cercano di mantenere il popolo nell'ignoranza, non c'è crudeltà volontaria, ma è proprio con la ricerca di una perfezione impossibile, con il supporto di ideali troppo alti, che qui viene commesso il crimine più grave: l'uomo è privato delle sue emozioni.
Questo libro è stato paragonato (come tutti nel suo genere) a 1984 di Orwell ma secondo me da questo è molto differente: in 1984 veniva proposta una tirannia, veniva messo in risalto il potere della propaganda, il controllo ferreo, la violenza, la tortura.. tutto questo in The Giver è assente, non c'è violenza fisica, tutto è apatico, senz'anima, tranne il nostro protagonista e un altro misterioso personaggio.
Per concludere, lettura davvero consigliata, è un libro che al 100% lascia qualcosa dentro.
P.S. Voglio condividere una riflessione che questo romanzo mi ha suscitato. Forse Leibniz aveva ragione nel sostenere che il nostro fosse il migliore dei mondi possibili, forse possiamo solo limare alcune imperfezioni, cercare di non peggiorare ulteriormente, forse non è davvero possibile migliorarci a livello globale in campo della convivenza civile se non vogliamo perdere tutto quello che rende la vita speciale, come i sentimenti e le emozioni.. ma continuiamo lo stesso a provarci.
"The giver, il donatore" di Lois Lowry, consigliatissimo.

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