Premetto dicendo che non sono un appassionato di gialli, noir, thriller e compagnia cantante (escluso Stieg Larsson ovviamente) quindi quando mi hanno caldamente consigliato questo libro non mi sono approcciato a La briscola a cinque nel migliore dei modi. Anzi, in realtà ero abbastanza scettico.. Ma è bastato leggere la metà del primo capitolo per innamorarmene.
Marco Malvaldi è un autore toscano classe 74 e pubblica con quella meravigliosa casa editrice che è la Sellerio; questo è il suo primo romanzo.
La trama è semplice: un giovane di 19 anni, ubriaco, una sera trova una ragazza morta in un cassonetto e denuncia l'avvenimento alla polizia. Massimo, proprietario del bar Lume in centro città, si trova invischiato nelle indagini, suo malgrado (almeno inizialmente), per poi iniziare lui stesso ad indagare sull'atroce assassinio. Ad accompagnarlo in quest'occasione, oltre ovviamente ad un commissario incapace, è un gruppo di vecchietti della città, assidui frequentatori del suo bar..
Come dicevo la trama è semplice, ma è l'idea ad essere speciale. L'idea di inserire critica sociale (in particolar modo i costumi dei "nuovi giovani") e suspense, insieme ad un'atmosfera ironica e alcune volte burlesca, il tutto condito con l'immancabile dialetto toscano, che insaporisce, e non poco, questo splendido racconto. Tra scenette divertenti e l'arrovellarsi per venire a capo dell'indagine, il lettore si troverà catapultato in una calda toscana, cullato da una bella prosa, linguaggio colloquiale e si sentirà parte dell'allegra combriccola.
Con tutti questi splendidi ingredienti e una piacevole brevità (che non toglie niente alla storia e alla caratterizzazione dei personaggi) anche uno scettico come me ha saputo apprezzare un bel giallo italiano.
"La briscola in cinque" di Marco Malvaldi, un ottimo esordio.

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